L’Unione europea in un mondo che cambia

Autori: Giuliano Amato, Franco Bassanini e Marcello Messori

 

ABSTRACT (IN ITALIANO): Si tratta della introduzione a un libro, in corso di stampa, che raccoglie quindici saggi su alcuni nodi cruciali delle politiche europee. Muove dalla constatazione che l’Unione europea si trova oggi al centro di una tempesta perfetta, prodotta da sconvolgimenti geopolitici e geoeconomici di straordinaria portata: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale e la competizione tecnologica, l’accelerazione del cambiamento climatico, la sfida competitiva della Cina e delle altre economie emergenti, il crollo demografico e l’invecchiamento della popolazione, i movimenti migratori di massa, la crisi delle organizzazioni internazionali e del sistema globale delle relazioni internazionali, l’acuirsi e l’estendersi dei conflitti politici e militari e i rischi per la sua difesa e sicurezza. Attrezzarsi per far fronte a questi sconvolgimenti è una sfida titanica per tutti. Ma per l’Europa lo è più degli altri: per i ritardi accumulati nella competizione tecnologica ed economica a causa della mancata riconversione di un modello di specializzazione industriale prevalentemente basato su tecnologie mature e su servizi tradizionali; per la carenza di risorse energetiche e di materie prime strategiche; per la “non indipendenza” dagli USA nel campo della difesa e della sicurezza; per un più rapido declino demografico, correlato alla difficoltà (per ragioni ideologiche e culturali) di compensare l’invecchiamento della popolazione con adeguati flussi migratori in entrata. Gli autori sostengono che nessuno Stato membro dispone, da solo, delle dimensioni e delle risorse necessarie per rispondere a tali sfide. Occorre quindi un salto di qualità nell’integrazione europea, fondato su politiche comuni per la difesa e la sicurezza, l’innovazione, il digitale, l’energia, la politica industriale e commerciale, la concorrenza, i beni pubblici europei e la sostenibilità del debito. L’articolo sintetizza le principali proposte elaborate dal gruppo di studio Astrid e ne esamina la fattibilità a Trattati invariati, analizzando in particolare gli strumenti che possono essere utilizzati per il varo di politiche europee a maggioranza qualificata (art. 122 TFUE, cooperazioni rafforzate, accordi intergovernativi, coalizioni di volenterosi) e per il loro finanziamento (capacità fiscale centrale permanente, nuove emissioni di debito europeo, uso più efficace delle risorse del MES e della BEI, coordinamento degli aiuti di Stato, mobilitazione del risparmio privato europeo). Le innovazioni suggerite potranno, secondo gli Autori, mettere l’Unione in condizione di evitare il declino, combinando autonomia strategica, competitività, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, e preservando i tratti essenziali del suo modello liberaldemocratico e del suo soft power.

 

ABSTRACT (IN INGLESE): The article is the introduction to a collection of fifteen papers on key issues in European policy, currently being published. It begins with the observation that the European Union now finds itself at the centre of a perfect storm, brought about by geopolitical and geo-economic upheavals of extraordinary magnitude: the artificial intelligence revolution and technological competition, the acceleration of climate change, the competitive challenge triggered by China and other emerging economies, the demographic decline and an ageing population, the crisis of the international organisations and the global system of international relations, the intensification and spread of political and military conflicts and the growing risks to its defence and security. Preparing to cope with these upheavals is a titanic challenge for everyone. But for Europe, it is even more so than for others: due to the accumulated delays in technological and economic competition caused by the failure to restructure an industrial specialisation model based predominantly on mature technologies and traditional services; due to the shortage of energy resources and strategic raw materials; due to its ‘lack of independence’ from the US in the field of defence and security; and due to a more rapid demographic decline, linked to the difficulty (for ideological and cultural reasons) of offsetting the ageing population with adequate inflows of migrants. The authors argue that no Member State, on its own, possesses the scale and resources necessary to address these challenges. A qualitative leap in European integration is therefore required, based on common policies for defence and security, innovation, digitalisation, energy, industrial and trade policy, competition, European public goods and debt sustainability. The article summarises the main proposals drawn up by the Astrid study group and examines their feasibility without amending the Treaties, analysing in particular the instruments that can be used to launch European policies by qualified majority (Article 122 TFEU, enhanced cooperation, intergovernmental agreements, coalitions of the willing) and to finance them (a permanent central fiscal capacity, new issues of European debt, more effective use of ESM and EIB resources, coordination of state aid, mobilisation of European private savings). According to the authors, the suggested innovations could enable the Union to avert decline by combining strategic autonomy, competitiveness, environmental sustainability and social inclusion, whilst preserving the essential features of its liberal-democratic model and its soft power

 

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