La difesa dell’Europa

Autore: Stefano Silvestri

 

ABSTRACT (IN ITALIANO): La nuova dottrina strategica americana e molti pronunciamenti anti-europei del Presidente Donald Trump diminuiscono la fiducia europea nell’alleato americano, mentre aumenta l’aggressività della Russia verso l’Occidente Europeo, a cominciare dall’Ucraina. Questa situazione e la esplicita richiesta americana che gli europei si occupino di contrastare la minaccia convenzionale russa riducendo al minimo il ruolo che le forze statunitensi ricoprono nella NATO oggi, obbligano gli europei al riarmo. A tal fine dovranno interagire tre diversi “cerchi”. Nel primo cerchio si raccolgono i paesi volenterosi (willing and able). Alcuni sono membri della NATO, ma non della UE. Essi forniscono il grosso delle capacità militari in aiuto dell’Ucraina e saranno al centro del processo di riarmo. Si tratta però di un gruppo informale, privo di strutture comuni di comando.Il secondo cerchio è quello della NATO che, al contrario, è molto ben strutturato grazie al ruolo centrale di SHAPE, essenziale per la riuscita del processo di riarmo, a condizione che riesca ad affrontare un difficile processo di europeizzazione. Il terzo cerchio è quello dell’UE che ha il compito primario del potenziamento della base industriale europea della Difesa e del reperimento dei capitali aggiuntivi necessari, ma che, a più lungo termine, dovrà costituire anche il fulcro di una futura Europa, attore internazionale alla pari con le altre potenze globali. La sfida è quella di far funzionare all’unisono e armoniosamente questi tre cerchi.
Infine, in caso di grave indebolimento della credibilità della deterrenza allargata americana, la soluzione più semplice è quella di un allargamento europeo del deterrente franco-britannico. La recente apertura annunciata dal Presidente francese ad una collaborazione con alcuni paesi europei è un interessante sviluppo in questa direzione. La sua articolazione, le sue conseguenze e i suoi possibili sviluppi debbono però essere precisati

 

ABSTRACT (IN INGLESE): The new US strategic doctrine and many of President Donald Trump’s anti-European statements are eroding European confidence in the American ally, whilst Russia’s aggression towards Western Europe, starting with Ukraine, is on the rise. This situation, coupled with the explicit American demand that Europeans take on the task of countering the Russian conventional threat by minimising the role that US forces currently play within NATO, is forcing Europeans to rearm. To this end, three distinct ‘circles’ will need to interact. The first circle comprises the ‘willing and able’ countries. Some are members of NATO but not of the EU. They provide the bulk of the military capabilities in support of Ukraine and will be at the heart of the rearmament process. However, this is an informal group, lacking common command structures. The second circle is that of NATO, which, by contrast, is very well structured thanks to the central role of SHAPE, essential for the success of the rearmament process, provided it can navigate a difficult process of Europeanisation. The third circle is that of the EU, whose primary task is to strengthen Europe’s defence industrial base and secure the necessary additional capital, but which, in the longer term, must also form the core of a future Europe, an international actor on a par with other global powers. The challenge is to ensure that these three circles function in unison and harmony. Finally, in the event of a serious weakening of the credibility of US extended deterrence, the simplest solution is a European extension of the Franco-British deterrent. The recent opening announced by the French President towards cooperation with certain European countries is an interesting development in this direction. However, its structure, consequences and possible developments must be clarified.

 

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