The transformation of european trade policy in the new global disorder: instruments, objectives and challenges

Autore: Paolo Guerrieri

 

ABSTRACT (IN INGLESE): This paper analyses the transformation of European trade policy against the backdrop of emerging geo-economic trends, including strategic rivalries, selective fragmentation of value chains and the increasingly coercive exploitation of interdependence through tariffs, sanctions, export controls and investment restrictions. In this scenario, trade policy is increasingly being used for non-economic objectives, such as economic security, technology, industrial policy and the transition to a low-carbon economy, while multilateral governance is in a state of profound crisis.  For the European Union, with its large, open and integrated economy, this change creates vulnerabilities in two areas: geo-economic (dependency on the United States for security and technology, and on China for intermediate inputs and critical raw materials) and economic (significant specialisation in medium-to-low technology sectors, exposure to external demand, and energy dependency).  The paper discusses how European trade policy has evolved from an open, rule-based approach to a more integrated system of deterrence and enforcement. Preferential and sectoral agreements are supplemented by autonomous instruments, including anti-coercion measures, international procurement policies, countering foreign subsidies, and investment screening. There are also measures that convert climate and social standards into conditions for market access. These include the Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), due diligence regulations, and 'clean trade' partnerships. The analysis discusses two structural aspects of European trade interdependence: the increasingly transactional, asymmetrical and unpredictable nature of the transatlantic relationship under the Trump presidency, which requires stabilisation mechanisms and ex-ante response capabilities, and 'functional coexistence' with China, based on selective de-risking, defence against distortive practices and targeted cooperation on global public goods. Consolidating the extensive network of European trade agreements with other countries is crucial for opening new markets and redesigning strategic interdependency links. In conclusion, a European trade strategy is emerging, but it is still largely incomplete. Its effectiveness will depend on cohesion among Member States, a clear hierarchy of objectives and implementation capacity.

 

ABSTRACT (IN ITALIANO): Il paper analizza la trasformazione della politica commerciale europea nel nuovo contesto geo-economico, segnato da rivalità strategiche, frammentazione selettiva delle catene del valore e crescente uso coercitivo dell’interdipendenza (dazi, sanzioni, controlli all’export e restrizioni agli investimenti). In tale scenario, la politica commerciale è sempre più impiegata per obiettivi non strettamente economici — sicurezza economica, tecnologia, politica industriale e transizione climatica — mentre la governance multilaterale attraversa una fase di profonda crisi. Per l’Unione europea, grande economia aperta e integrata, questo mutamento produce una duplice vulnerabilità: geo-economica (dipendenze dagli Stati Uniti per sicurezza e tecnologie e dalla Cina per input intermedi e materie prime critiche) ed economica (specializzazione ancora significativa in comparti tecnologici medio-bassi, esposizione alla domanda esterna, dipendenza energetica).
Nel paper si ricostruisce la fase di trasformazione della “trade policy” europea: da un paradigma centrato su apertura e regole a un dispositivo più integrato di deterrenza ed enforcement. Accordi preferenziali e intese settoriali si affiancano a strumenti autonomi (anti-coercizione, procurement internazionale, contrasto a sussidi esteri, screening degli investimenti) e a misure che trasformano standard climatici e sociali, trasformandoli in condizioni di accesso al mercato (CBAM, normative di ‘due diligence’, partenariati “clean trade”). Vengono discussi due assi strutturali delle relazioni commerciali dell’Ue: la relazione transatlantica, indispensabile ma sotto la Presidenza Trump sempre più asimmetrica e imprevedibile, che richiede meccanismi di stabilizzazione e capacità di risposta ex ante; e la “convivenza funzionale” con la Cina, fondata su de-risking selettivo, difesa da pratiche distorsive e cooperazione mirata sui beni pubblici globali. Resta decisiva per l’Europa la finalità del consolidamento della rete europea di accordi commerciali bilaterali, già molto estesa, con altri paesi, non solo per aprire nuovi mercati, ma anche per ridisegnare legami strategici di interdipendenza. La conclusione è che una strategia commerciale europea complessiva è in formazione ma è ancora largamente da completare. Il suo consolidamento e la sua efficacia dipenderanno da un insieme di fattori: maggiore coesione tra gli Stati membri, più definita gerarchia degli obiettivi da conseguire e rafforzata capacità di implementazione.

 

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